Chimera d' Arezzo

Chimera d' Arezzo

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La Chimera di Arezzo è un bronzo etrusco, probabilmente opera di un'équipe di artigiani attiva nella zona di Arezzo, che combinava modello e forma stilistica di ascendenza greca o italiota all'abilità tecnica fornita da maestranze etrusche. È conservata presso il Museo archeologico nazionale di Firenze ed è alta 78,5 cm. È il simbolo del Quartiere di Porta del Foro, uno dei quattro quartieri della Giostra del Saracino di Arezzo.

Il gruppo scultoreo in bronzo rappresenta un leone in posizione aggressiva a bocca aperta e con artigli estroflessi, con una testa di capra che nasce dalla schiena e un serpente a posto della coda che aggredisce mordendo uno dei corni della capra.

La Chimera è un mostro a tre teste che fu generato da Echidna, un essere per metà donna e per metà serpente e da Tifone un altro terribile mostro. Echidna e Tifone generarono anche la celebre Sfinge, Cerbero e l’Idra di Lerna.

Nella mitologia greca era un essere mostruoso che terrorizzava gli abitanti della Licia. Il mostro distruggeva ogni cosa con le fiamme che uscivano dalla sua bocca. Il mito della Chimera fu ripreso anche in Etruria e fu di ispirazione per altre rappresentazioni del mostro. Secondo la tradizione Bellerofonte, l’eroe greco, in sella al cavallo alato Pegaso, uccise il mostro. Bellerofonte per uccidere la Chimera utilizzò il veleno dell’animale. L’eroe infatti immerse la punta del suo giavellotto nella bocca infuocata del mostro. A causa del forte calore la punta di piombo fuse uccidendo la Chimera.

  • Cm. 23 x 16
  • Manufatto in ceramica bianca, modellato a mano, seccato a temperatura ambiente e cotto a 950°.
  • Colorazione con terre naturali e fissaggio del colore a cera.

Nel retro dell'oggetto è presente un anello grazie al quale è possibile appendere la creazione al muro.